Celestino V

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Castello di Fumone

 

via Umberto I - Fumone
(Frosinone)

Tel. 0775-49023

 

 

La Storia
Era questi un personaggio già molto celebre ed amato alla fine del XIII secolo, un eremita che conduceva una vita austera ed esemplare, un uomo che, grazie alla creazione di un ordine religioso (i Celestini, per i quali aveva chiesto ed ottenuto conferma nel II Concilio di Lione del 1275 dal Papa Gregorio X), attraverso la sua solitaria e penitente esistenza in una cella dell'aspro Maiella, sopra Sulmona, ma soprattutto per il compimento di numerosi miracoli e guarigioni, era considerato un santo in vita. Alla morte di Nicolò IV , avvenuta il 4 Aprile 1292, per l'elezione del nuovo pontefice il Conclave era rimasto a lungo arenato sui nomi dei Cardinali delle famiglie dominanti allora in Roma: i Colonna e gli Orsini .Finalmente dopo due anni avvenne in Perugia l'elezione del nuovo pontefice Pietro del Morrone che prese il nome di Celestino V che fu incoronato il 29 agosto 1294 a L'Aquila. Nella speranza della imminente venuta di un "Pastore Angelico" d'un Papa cioè di santa vita che sarebbe venuto a riformare la Chiesa e ridonarle la purezza evangelica, i cardinali si erano decisi ad eleggere Papa l'eremita Pietro da Morrone (5 luglio 1294) in un conclave ricco di commozione che finalmente creava una elezione "Ispirata. E' nota la storia di questo breve pontificato, dove lo spirito puro del grande Papa eremita mal conciliava con la sua Curia corrotta, litigiosa o che non nascondeva il suo malcontento per varie scelte impopolari di Celestino quali: lo spostamento, da parte di Celestino V, della sede Pontificale da Roma A Napoli presso la corte del Re Carlo d'Angiò ma soprattutto per la creazione di altri 13 nuovi Cardinali. Timido e irresoluto, Celestino V si trovò parecchie volte in momenti assai critici. Sempre più spesso meditava l'idea di rinunciare al pontificato e finalmente, dopo essersi consultato con teologi e giuristi, indisse un Concistoro ove il 13 dicembre 1294 lesse l'atto di rinuncia. Il giorno 24 dicembre venne eletto Papa Benedetto Caetani che prese il nome di Bonifacio VIII. Da quel momento la libera esistenza di Pietro da Morrone si consumò da una fuga all'altra fino a quando fu ritrovato e catturato a Vieste, mentre su una fragile barca tentava di trasferirsi in "Dalmazia". Riconsegnato nelle mani di Bonifacio VIII, questi dopo breve e celata dimora in Anagni, fece tradurre nascostamente Celestino V, sotto scorta di sei cavalieri e trenta uomini d'arme, nella Rocca di Fumone. Il 19 maggio 1296 il Santo Papa veniva a mancare nella rocca di Fumone dopo dieci mesi di misera prigionia. La sua cella (che viene tuttora custodita dai Marchesi Longhi de Paolis è venerata da migliaia di devoti ogni anno) lo costringeva quando dormiva a poggiare il capo nel luogo stesso ove poggiava i piedi quando celebrava la messa. In occasione della morte di Celestino V si verificò nel castello di Fumone un portento di dimensioni straordinarie che secondo i cronisti preannunziò la morte del Santo: l'apparizione di una croce splendente rimasta pendente in aria sulla porta della cella ove dormiva ed era rinchiuso. Ne deposero molti testimoni oculari nel processo di canonizzazione di Celestino V, ordinato da Clemente V nel 1313, ma soprattutto Riccardo di Bellegra, che serviva il prigioniero nella celebrazione degli ottici divini, Nicolò Verticello, canonico di Napoli, e due Cavalieri che lo tennero in custodia: Gregorio e Landolfo di Rinaldo di Selva Molle, entrambi Cavalieri di Ferentino e Signori di un Castello presso Frosinone, detto ora "Selva dei Muli".

Papa Paolo VI
Il primo settembre 1966 il Papa Paolo VI, pellegrino apostolico, visitò la prigione di Celestino V e nel "Piccolo santuario" (come egli stesso definì la Cappella del castello) si raccolse in preghiera, pronunciò un solenne discorso e pose di sua mano una croce votiva davanti alla prigione del grande santo a ricordo del suo pellegrinaggio. La visita di Paolo VI a Fumone non fu organizzata solo per onorare la memoria del suo grande predecessore o per poter difendere le importanti finalità di Papa Bonifacio VIII reo di aver recluso Celestino a Fumone, ma ebbe anche ragioni di carattere politico. Paolo VI esternò, dal Castello di Fumone, la sua volontà di rendere pensionabili all'età di 75 anni i Cardinali ed evitargli , se troppo vecchi ,di partecipare ai conclavi o di essere eletti come Papi. 

 

Il Santuario
All'interno del piano nobile del castello è situato il santuario con accanto la cappella costruita in onore e memoria del santo Papa Celestino V. La cappella del castello venne costruita nelle immediate vicinanze della cella ove morì il santo Papa. La cappella è impreziosita da una teca contenente un centinaio di reliquie tra cui: un dente e un pezzetto del cuore di Celestino V, un pezzo della croce di Cristo, reliquie di S. Francesco d'Assisi, di S. Pietro Apostolo, S. Paolo tutte donate da Papi e cardinali nel corso dei secoli. La prigione ove venne recluso Celestino V, venne costruita in una intercapedine tra due torri collocate all'altezza del piano nobile del castello. Ciò affinchè fosse assicurata continuativamente la sorveglianza da parte del custode del Castello. L'attuale cappella, ricavata da una delle due torri adiacenti alla prigione, era anticamente il luogo ove i carcerieri di Celestino V e i monaci celestini gli furono vicini negli ultimi 10 mesi: della sua vita. Ancora oggi sono numerosi i fedeli che in preghiera vi vengono ad implorare l'aiuto e le grazie del santo. Impressionante la prigione destinata a Celestino V. Uno spazio di circa tre metri di lunghezza per un metro e mezzo di larghezza e 2,50 mt di altezza.Si racconta che durante i 10 mesi di prigionia non ebbe mai a lamentarsi sebbene dovesse dormire nello stesso piccolo spazio dove celebrava la messa. Sopra l'altare, all'interno della sua prigione, un immagine del santo in marmo con sopra il capo la tiara. Alla sinistra dell'altare una piccola finestrella murata ove, secondo la leggenda, riceveva la visita di un angelo che gli forniva cibo e conforto. La cappella è ornata da 4 stemmi in stucco sotto i quali vi sono altrettante epigrafi che riassumono le storie connesse a Celestino V e alla famiglia Longhi. L'epigrafe più importante è quella situata sopra l'ingresso della prigione, che ricorda il miracolo avvenuto il giorno della morte di Celesti no V: una croce di fuoco è stata vista pendere all'interno dell' Arx Fumonis. Sopra l'altare della cappella un immagine del santo in bassorilievo in cotto del XVIII sec. Di rilievo la croce votiva dello scultore Manfrini deposta dal Papa Paolo VI a ricordo della sua visita ufficiale avvenuta il 10 settembre 1966. Il 19 maggio 1996 il sommo Pontefice Giovanni Paolo Il, in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Celestino V decideva di estendere anche a Fumone "l'Indulgenza Plenaria Perpetua " ( ovverosia un giubileo) che ha celebrazione e validità il 29 agosto di ogni anno ( data dell' incoronazione a pontefice di Celestino V ).